Durante il tempo di Avvento, facendo memoria della venuta di Dio nella nostra storia, siamo invitati a mettere una mano sulla coscienza e a pensare a tutte le volte che abbiamo agito in modo contrario all’insegnamento di Cristo. Un atteggiamento di profonda umiltà, che deve nascere spontaneo nel nostro cuore, conoscendo l’amore e la misericordia di Dio nei confronti dell’uomo anche se peccatore. Santa Teresa di Lisieux aveva profondamente capito questo amore infinito di Dio verso le creature. Nel suo essere una donna vicina alla sensibilità moderna, quindi aperta al “dubbio” della fede e cosciente della debolezza e della povertà umana, Teresa si poneva di fronte al peccato umano come Gesù davanti all’adultera, che si reca da Lui a chiedere perdono per la sua vita disgraziata. Teresa era consapevole che ogni peccato può essere perdonato solamente partendo dall’umile richiesta di perdono da parte dell’uomo. Solo a questo punto può scrivere: “Più sarai povero, più Gesù ti amerà”. Questa consapevolezza non deve tuttavia portare a un atteggiamento di lassismo nei confronti della realtà, ma aiutarci ad affrontare con più speranza la nostra fragilità. In fondo, Gesù é nato in una grotta di pastori, e prima di noi ha sofferto della povertà umana: per quale motivo, allora , non dovrebbe capire la debolezza dell’uomo? Gesù é nato e continua a nascere nei nostri cuori per richiamare la nostra attenzione sull’amore che Dio ha per le sue creature. Con Teresa, anche noi dobbiamo riuscire a credere e a ripetere queste parole
“Quello che piace al buon Dio della mia piccola anima é di vedermi amare la mia piccolezza e la mia povertà”.

