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	<title>La Piccola Via &#187; conversione</title>
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	<description>un blog della Famiglia di Therese</description>
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		<title>Alla tavola dei peccatori e dei lontani</title>
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		<pubDate>Thu, 11 Feb 2010 10:06:45 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Carlo Giacoma</dc:creator>
				<category><![CDATA[Angolo della Piccola Via]]></category>
		<category><![CDATA[conversione]]></category>
		<category><![CDATA[peccato]]></category>
		<category><![CDATA[Teresa di Lisieux]]></category>

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		<description><![CDATA[Teresa e i peccatori: nella sua vita un rapporto costante e crescente. A 14 anni capisce che il suo posto è «sotto la Croce» per spargere sui peccatori il sangue di Gesù, e proprio a lui chiede un segno di gradimento. Lo ottiene: Enrico Pranzini, pluriassassino impenitente, già sulla ghigliottina, bacia tre volte il Crocifisso. [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<h4><span style="font-weight: normal;">Teresa e i peccatori: nella sua vita un rapporto costante e crescente. A 14 anni capisce che il suo posto è «sotto la Croce» per spargere sui peccatori il sangue di Gesù, e proprio a lui chiede un segno di gradimento. Lo ottiene: Enrico Pranzini, pluriassassino impenitente, già sulla ghigliottina, bacia tre volte il Crocifisso. È il «suo primo figlio». Ne seguiranno tanti, laici e preti, ma alla fine arrivano in folla. Negli ultimi 18 mesi di vita subisce la prova più tremenda. Lei che ha vissuto solo di fede e per il cielo, «non sente» più la fede: è sommersa dalle tenebre e dai dubbi.</span></h4>
<p>Diventa &#8220;sorella&#8221; degli atei, dei disperati, seduta con loro «alla tavola dove mangiano i peccatori», che sente veri &#8220;fratelli&#8221;. Nella tempesta, reagisce: «Credo di aver fatto più atti di fede ora che in tutta la mia vita». Ma acconsente a restare lì, con i peccatori, i senza fede, i disperati, fino alla fine. Non basta: elabora una teologia del peccato tutta sua. Attorno a lei vivono Dio come &#8220;giustizia&#8221; inesorabile. Per lei Dio è «Amore, la cui proprietà sta nell’abbassarsi» (Man. A) per amare la creatura. E allora il peccato, nella sua essenza, è un rifiuto, è una «diga opposta all’Amore», a Dio che vuole invadere la sua creatura.</p>
<p>Perciò chi si lascia amare da Dio, senza riserve, trascina i suoi fratelli («Attirami! Noi correremo», Man. C). Non solo. Perciò chi si lascia amare è subito purificato, anche se è il più grande peccatore. Sono le ultime righe della Storia di un’Anima : «Anche se avessi sulla coscienza tutti i peccati&#8230; andrei, con il cuore spezzato dal pentimento, a gettarmi tra le braccia di Gesù&#8230;». Alle soglie del 2000 è un messaggio per tutti, soprattutto per chi è alla tavola dei peccatori, dei lontani, dei disperati&#8230;</p>
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