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	<title>La Piccola Via &#187; Teresa</title>
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	<description>un blog della Famiglia di Therese</description>
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		<title>Il Papa: santa Teresa di Lisieux, una meravigliosa storia d&#8217;Amore</title>
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		<pubDate>Fri, 08 Apr 2011 06:48:44 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Carlo Giacoma</dc:creator>
				<category><![CDATA[Angolo della Famiglia di Therese]]></category>
		<category><![CDATA[Angolo della Piccola Via]]></category>
		<category><![CDATA[Benedetto XVI]]></category>
		<category><![CDATA[Teresa]]></category>
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		<description><![CDATA[Cari fratelli e sorelle, oggi vorrei parlarvi di santa Teresa di Lisieux, Teresa di Gesù Bambino e del Volto Santo, che visse in questo mondo solo 24 anni, alla fine del XIX secolo, conducendo una vita molto semplice e nascosta, ma che, dopo la morte e la pubblicazione dei suoi scritti, è diventata una delle [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Cari fratelli e sorelle,</p>
<p>oggi vorrei parlarvi di santa Teresa di Lisieux, Teresa di Gesù Bambino e del Volto Santo, che visse in questo mondo solo 24 anni, alla fine del XIX secolo, conducendo una vita molto semplice e nascosta, ma che, dopo la morte e la pubblicazione dei suoi scritti, è diventata una delle sante più conosciute e amate. La &#8220;piccola Teresa&#8221; non ha mai smesso di aiutare le anime più semplici, i piccoli, i poveri e i sofferenti che la pregano, ma ha anche illuminato tutta la Chiesa con la sua profonda dottrina spirituale, a tal punto che il Venerabile Papa Giovanni Paolo II, nel 1997, ha voluto darle il titolo di Dottore della Chiesa, in aggiunta a quello di Patrona delle Missioni, già attribuitole da Pio XI nel 1939. Il mio amato Predecessore la definì &#8220;esperta della <em>scientia amoris</em>&#8221; (<em>Novo Millennio ineunte, </em>27). Questa <em>scienza</em>, che vede risplendere nell&#8217;amore tutta la verità della fede, Teresa la esprime principalmente nel <em>racconto della sua vita</em>, pubblicato un anno dopo la sua morte sotto il titolo di <em>Storia di un&#8217;anima.</em> E’ un libro che ebbe subito un enorme successo, fu tradotto in molte lingue e diffuso in tutto il mondo. Vorrei invitarvi a riscoprire questo piccolo-grande tesoro, questo luminoso commento del Vangelo pienamente vissuto! La <em>Storia di un&#8217;anima</em>, infatti, è una meravigliosa <em>storia d&#8217;Amore,</em> raccontata con una tale autenticità, semplicità e freschezza che il lettore non può non rimanerne affascinato! Ma qual è questo Amore che ha riempito tutta la vita di Teresa, dall’infanzia fino alla morte? Cari amici, questo Amore ha un Volto, ha un Nome, è Gesù! La Santa parla continuamente di Gesù. Vogliamo ripercorrere, allora, le grandi tappe della sua vita, per entrare nel cuore della sua dottrina.</p>
<p>Teresa nasce il 2 gennaio 1873 ad Alençon, una città della Normandia, in Francia. E&#8217; l&#8217;ultima figlia di Luigi e Zelia Martin, sposi e genitori esemplari, beatificati insieme il 19 ottobre 2008. Ebbero nove figli; di essi quattro morirono in tenera età. Rimasero le cinque figlie, che diventarono tutte religiose. Teresa, a 4 anni, rimase profondamente ferita dalla morte della madre (Ms A, 13r). Il padre con le figlie si trasferì allora nella città di Lisieux, dove si svolgerà tutta la vita della Santa. Più tardi Teresa, colpita da una grave malattia nervosa, guarì per una grazia divina, che lei stessa definisce il &#8220;sorriso della Madonna&#8221; (<em>ibid.</em>, 29v-30v). Ricevette poi la Prima Comunione, intensamente vissuta (<em>ibid.</em>, 35r), e mise Gesù Eucaristia al centro della sua esistenza.</p>
<p>La &#8220;Grazia di Natale&#8221; del 1886 segna la grande svolta, da lei chiamata la sua &#8220;completa conversione&#8221; (<em>ibid.</em>, 44v-45r). Guarisce, infatti, totalmente dalla sua ipersensibilità infantile e inizia una &#8220;corsa da gigante&#8221;. All&#8217;età di 14 anni, Teresa si avvicina sempre più, con grande fede, a Gesù Crocifisso, e si prende a cuore il caso, apparentemente disperato, di un criminale condannato a morte e impenitente (<em>ibid.</em>, 45v-46v). &#8220;Volli ad ogni costo impedirgli di cadere nell&#8217;inferno&#8221;, scrive la Santa, con la certezza che la sua preghiera lo avrebbe messo a contatto con il Sangue redentore di Gesù. E&#8217; la sua prima e fondamentale esperienza di <em>maternità spirituale</em>: &#8220;Tanta fiducia avevo nella Misericordia Infinita di Gesù&#8243;, scrive. Con Maria Santissima, la giovane Teresa ama, crede e spera con &#8220;un cuore di madre&#8221; (cfr PR 6/10r).</p>
<p>Nel novembre del 1887, Teresa si reca in pellegrinaggio a Roma insieme al padre e alla sorella Celina (<em>ibid.</em>, 55v-67r). Per lei, il momento culminante è l&#8217;Udienza del Papa Leone XIII, al quale domanda il permesso di entrare, appena quindicenne, nel Carmelo di Lisieux. Un anno dopo, il suo desiderio si realizza: si fa Carmelitana, &#8220;per salvare le anime e pregare per i sacerdoti&#8221; (<em>ibid.</em>, 69v). Contemporaneamente, inizia anche la dolorosa ed umiliante malattia mentale di suo padre. E’ una grande sofferenza che conduce Teresa alla contemplazione del Volto di Gesù nella sua Passione (<em>ibid.</em>, 71rv). Così, il suo nome da Religiosa - <em>suor Teresa di Gesù Bambino e del Volto Santo </em>- esprime il programma di tutta la sua vita, nella comunione ai Misteri centrali dell&#8217;Incarnazione e della Redenzione. La sua professione religiosa, nella festa della Natività di Maria, l’8 settembre 1890, è per lei un vero matrimonio spirituale nella &#8220;piccolezza&#8221; evangelica, caratterizzata dal simbolo del fiore: &#8220;Che bella festa la Natività di Maria per diventare la sposa di Gesù! &#8211; scrive &#8211; Era la <em>piccola </em>Vergine Santa di un giorno che presentava il suo <em>piccolo </em>fiore al <em>piccolo </em>Gesù&#8243; (<em>ibid.</em>, 77r). Per Teresa essere religiosa significa essere <em>sposa di Gesù e madre delle anime</em> (cfr Ms B, 2v). Lo stesso giorno, la Santa scrive una preghiera che indica tutto l&#8217;orientamento della sua vita: chiede a Gesù il dono del suo Amore infinito, di essere la più piccola, e sopratutto chiede la salvezza di tutti gli uomini: &#8220;Che nessuna anima sia dannata oggi&#8221; (Pr 2). Di grande importanza è la sua <em>Offerta all&#8217;Amore Misericordioso</em>, fatta nella festa della Santissima Trinità del 1895 (Ms A, 83v-84r; Pr 6): un&#8217;offerta che Teresa condivide subito con le sue consorelle, essendo già vice maestra delle novizie.</p>
<p>Dieci anni dopo la &#8220;Grazia di Natale&#8221;, nel 1896, viene la &#8220;Grazia di Pasqua&#8221;, che apre l&#8217;ultimo periodo della vita di Teresa, con l&#8217;inizio della sua passione in unione profonda alla Passione di Gesù; si tratta della passione del corpo, con la malattia che la condurrà alla morte attraverso grandi sofferenze, ma soprattutto si tratta della passione dell&#8217;anima, con una dolorosissima <em>prova della fede</em> (Ms C, 4v-7v). Con Maria accanto alla Croce di Gesù, Teresa vive allora la fede più eroica, come luce nelle tenebre che le invadono l’anima. La Carmelitana ha coscienza di vivere questa grande prova per la salvezza di tutti gli atei del mondo moderno, chiamati da lei &#8220;fratelli&#8221;. Vive allora ancora più intensamente l&#8217;amore fraterno (8r-33v): verso le sorelle della sua comunità, verso i suoi due fratelli spirituali missionari, verso i sacerdoti e tutti gli uomini, specialmente i più lontani. Diventa veramente una &#8220;sorella universale&#8221;! La sua carità amabile e sorridente è l&#8217;espressione della gioia profonda di cui ci rivela il segreto: &#8220;Gesù, la mia gioia è amare Te&#8221; (P 45/7). In questo contesto di sofferenza, vivendo il più grande amore nelle più piccole cose della vita quotidiana, la Santa porta a compimento la sua vocazione di essere l’Amore nel cuore della Chiesa (cfr Ms B, 3v).</p>
<p>Teresa muore la sera del 30 settembre 1897, pronunciando le semplici parole &#8220;Mio Dio, vi amo!&#8221;, guardando il Crocifisso che stringeva nelle sue mani. Queste ultime parole della Santa sono la chiave di tutta la sua dottrina, della sua interpretazione del Vangelo. L&#8217;atto d&#8217;amore, espresso nel suo ultimo soffio, era come il continuo respiro della sua anima, come il battito del suo cuore. Le semplici parole &#8220;<em>Gesù Ti amo</em>&#8221; sono al centro di tutti i suoi scritti. L&#8217;atto d&#8217;amore a Gesù la immerge nella Santissima Trinità. Ella scrive: &#8220;Ah tu lo sai, Divin Gesù Ti amo, / Lo Spirito d&#8217;Amore m&#8217;infiamma col suo fuoco, / E&#8217; amando Te che io attiro il Padre&#8221; (P 17/2).</p>
<p>Cari amici, anche noi con santa Teresa di Gesù Bambino dovremmo poter ripetere ogni giorno al Signore che vogliamo vivere di amore a Lui e agli altri, imparare alla scuola dei santi ad amare in modo autentico e totale. Teresa è uno dei &#8220;piccoli&#8221; del Vangelo che si lasciano condurre da Dio nelle profondità del suo Mistero. Una guida per tutti, soprattutto per coloro che, nel Popolo di Dio, svolgono il ministero di teologi. Con l&#8217;umiltà e la carità, la fede e la speranza, Teresa entra continuamente nel cuore della Sacra Scrittura che racchiude il Mistero di Cristo. E tale lettura della Bibbia, nutrita dalla <em>scienza dell’amore</em>, non si oppone alla scienza accademica. La <em>scienza dei santi</em>, infatti, di cui lei stessa parla nell&#8217;ultima pagina della <em>Storia di un&#8217;anima</em>, è la scienza più alta &#8220;Tutti i santi l&#8217;hanno capito e in modo più particolare forse quelli che riempirono l&#8217;universo con l&#8217;irradiazione della dottrina evangelica. Non è forse dall&#8217;orazione che i Santi Paolo, Agostino, Giovanni della Croce, Tommaso d&#8217;Aquino, Francesco, Domenico e tanti altri illustri Amici di Dio hanno attinto questa <em>scienza divina</em> che affascina i geni più grandi?&#8221; (Ms C, 36r). Inseparabile dal Vangelo, l&#8217;Eucaristia è per Teresa il Sacramento dell&#8217;Amore Divino che si abbassa all&#8217;estremo per innalzarci fino a Lui. Nella sua ultima <em>Lettera</em>, su un&#8217;immagine che rappresenta Gesù Bambino nell&#8217;Ostia consacrata, la Santa scrive queste semplici parole: &#8220;Non posso temere un Dio che per me si è fatto così piccolo! (&#8230;) Io Lo amo! Infatti, Egli non è che Amore e Misericordia!&#8221; (LT 266).</p>
<p>Nel Vangelo, Teresa scopre soprattutto la Misericordia di Gesù, al punto da affermare: &#8220;A me Egli ha dato la sua Misericordia infinita, attraverso essa contemplo e adoro le altre perfezioni divine! (&#8230;) Allora tutte mi paiono raggianti d&#8217;amore, la Giustizia stessa (e forse ancor più di qualsiasi altra) mi sembra rivestita d&#8217;amore&#8221; (Ms A, 84r). Così si esprime anche nelle ultime righe della <em>Storia di un&#8217;anima</em>: &#8220;Appena do un&#8217;occhiata al Santo Vangelo, subito respiro i profumi della vita di Gesù e so da che parte correre&#8230; Non è al primo posto, ma all&#8217;ultimo che mi slancio… Sì lo sento, anche se avessi sulla coscienza tutti i peccati che si possono commettere, andrei, con il cuore spezzato dal pentimento, a gettarmi tra le braccia di Gesù, perché so quanto ami il figliol prodigo che ritorna a Lui&#8221; (Ms C, 36v-37r). &#8220;Fiducia e Amore&#8221; sono dunque il punto finale del racconto della sua vita, due parole che come fari hanno illuminato tutto il suo cammino di santità, per poter guidare gli altri sulla stessa sua &#8220;piccola via di fiducia e di amore&#8221;, dell’infanzia spirituale (cf Ms C, 2v-3r; LT 226). Fiducia come quella del bambino che si abbandona nelle mani di Dio, inseparabile dall&#8217;impegno forte, radicale del vero amore, che è dono totale di sé, per sempre, come dice la Santa contemplando Maria: &#8220;Amare è dare tutto, e dare se stesso&#8221; (<em>Perché ti amo, o Maria</em>, P 54/22). Così Teresa indica a tutti noi che la vita cristiana consiste nel vivere pienamente la grazia del Battesimo nel dono totale di sé all&#8217;Amore del Padre, per vivere come Cristo, nel fuoco dello Spirito Santo, il Suo stesso amore per tutti gli altri.</p>
<p>S.S. Benedetto XVI</p>
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		<title>Le reliquie di Santa Teresina di Lisieux in Terra Santa</title>
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		<pubDate>Wed, 23 Mar 2011 09:19:13 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Carlo Giacoma</dc:creator>
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		<description><![CDATA[Le reliquie di Santa Teresina di Lisieux a Gerusalemme 2.000 persone festeggiano il loro arrivo nella Città Santa GERUSALEMME, venerdì, 18 marzo 2011 (ZENIT.org).- Una moltitudine in festa ha accolto questo mercoledì l&#8217;arrivo solenne, per la prima volta nella storia, delle reliquie di Santa Teresina di Lisieux nella Città Santa di Gerusalemme. La visita in Terra Santa è diventata un grande evento per le comunità cristiane, che la attendevano dal 1977. Secondo quanto [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<h5>Le reliquie di Santa Teresina di Lisieux a Gerusalemme</h5>
<h6>2.000 persone festeggiano il loro arrivo nella Città Santa</h6>
<div>
<p>GERUSALEMME, venerdì, 18 marzo 2011 (ZENIT.org).- Una moltitudine in festa ha accolto questo mercoledì l&#8217;arrivo solenne, per la prima volta nella storia, delle reliquie di Santa Teresina di Lisieux nella Città Santa di Gerusalemme.</p>
<p>La visita in Terra Santa è diventata un grande evento per le comunità cristiane, che la attendevano dal 1977.</p>
<p>Secondo quanto ha sottolineato la Custodia di Terra Santa, il reliquiario con i resti della Santa è stato accolto con grande calore e affetto dai cristiani locali. Non è un caso, ricordano gli organizzatori, che la stessa Santa abbia paragonato il suo ingresso nel Carmelo con quello di Cristo a Gerusalemme.</p>
<p>Una processione animata dagli scout ha ricevuto la Santa alla porta di Jaffa, che dà accesso al Quartiere Cristiano della Città Vecchia, e l&#8217;ha accompagnata alla Chiesa patriarcale, dove il reliquiario è stato esposto per tutto il giorno alla venerazione dei fedeli.</p>
<p>“La più grande Santa dei tempi moderni ci viene oggi incontro”, ha affermato il Patriarca di Gerusalemme, monsignor Fouad Twal, al termine della processione e della recita dei Vespri nella Chiesa patriarcale.</p>
<p>“Invochiamo la Grazia per l&#8217;unità di noi Cristiani e anche per l&#8217;unità con i nostri fratelli ebrei e musulmani&#8230; e chiediamo la grazia per l&#8217;attuazione delle disposizioni del recente Sinodo”, ha aggiunto.<br />
<strong><br />
Visita di due mesi</strong></p>
<p>Santa Teresina di Lisieux resterà in Terra Santa per due mesi. Le sue reliquie sono arrivate lunedì in aereo. Una delegazione guidata dal Nunzio Apostolico, monsignor Antonio Franco, e dai rappresentanti dell&#8217;Associazione dei Carmelitani di Terra Santa le ha accolte con emozione all&#8217;aeroporto Ben Gurion.</p>
<p>“E&#8217; una grande grazia per la Chiesa locale&#8230; Ella viene a parlarci&#8230; la Chiesa desidera essere attenta al suo messaggio, al suo amore per Cristo e al suo totale abbandono al Padre&#8230; Al di sopra di tutto,Teresa parlerà alle anime di coloro che apriranno il cuore”, ha affermato monsignor Franco durante il benvenuto.</p>
<p>La permanenza durerà fino al 31 maggio prossimo. Il reliquiario si trova questa settimana a Haifa,  e nella prossima visiterà, tra gli altri luoghi, Nazareth e Tiberiade. Il 4 aprile sarà alla Domus Galilaeae, e la Domenica delle Palme con i Carmelitani di Nazareth.</p>
<p>Per la Settimana Santa, il reliquiario si recherà a Gerusalemme e Betlemme, con le monache carmelitane delle due città. Quasi al termine del suo percorso, sarà portato a Ramallah, Gerico e Gaza.</p>
</div>
<p>&nbsp;</p>
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		<title>Iniziato il triduo per la festa di S. Teresa</title>
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		<pubDate>Wed, 29 Sep 2010 15:11:02 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Carlo Giacoma</dc:creator>
				<category><![CDATA[Famiglia di Therese]]></category>
		<category><![CDATA[Piccola Via]]></category>
		<category><![CDATA[Teresa]]></category>

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		<description><![CDATA[E&#8217;iniziato il  triduo di preparazione per la festa di S. Teresa. Il 1 ottobre di ogni anno ci ricordiamo insieme, nei luoghi più disparati, lontani e vicini di festeggiare in modo particolare la presenza viva nella nostra vita  di Teresa. Ella poco prima di entrare nella vita disse: La mia missione sta per incominciare: è [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>E&#8217;iniziato il  triduo di preparazione per la festa di S. Teresa. Il 1 ottobre di ogni anno ci ricordiamo insieme, nei luoghi più disparati, lontani e vicini di festeggiare in modo particolare la presenza viva nella nostra vita  di Teresa.</p>
<p>Ella poco prima di entrare nella vita disse:</p>
<p><em><strong>La mia missione sta per incominciare: è di far amare il Signore e indicare alle anime la mia piccola via.</strong></em></p>
<p>E allora noi piccole anime in cammino sulla via tracciata da Teresa, rinnoviamo il nostro impegno e alimentiamo il desiderio di cielo che è il punto di arrivo ove siamo diretti.</p>
<p>Carlo Giacoma, fdt</p>
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		<title>Dio si lascia comprendere dai più umili</title>
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		<pubDate>Sun, 10 Jan 2010 18:40:31 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Carlo Giacoma</dc:creator>
				<category><![CDATA[Angolo della Piccola Via]]></category>
		<category><![CDATA[Piccolezza]]></category>
		<category><![CDATA[Teologia]]></category>
		<category><![CDATA[Teresa]]></category>

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		<description><![CDATA[Benedetto XVI ai teologi, nella Messa con i membri della Commissione Teologica Internazionale CITTA&#8217; DEL VATICANO, martedì, 1° dicembre 2009 (ZENIT.org).- Il vero teologo è colui che non cede alla tentazione di misurare con la propria intelligenza il mistero di Dio, spesso svuotando di senso la figura di Cristo, ma è colui che è cosciente [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><strong>Benedetto XVI ai teologi, nella Messa con i membri della Commissione Teologica Internazionale</strong></p>
<p>CITTA&#8217; DEL VATICANO, martedì, 1° dicembre 2009 (ZENIT.org).- Il vero teologo è colui che non cede alla tentazione di misurare con la propria intelligenza il mistero di Dio, spesso svuotando di senso la figura di Cristo, ma è colui che è cosciente della propria limitatezza.</p>
<p>E’ quanto ha detto in sintesi – secondo la cronaca offerta dalla Radio Vaticana – Benedetto XVI durante l’omelia per la Messa celebrata, martedì mattina, con i membri della Commissione Teologica Internazionale, impegnati da ieri nella Plenaria annuale.</p>
<p>Per il Papa i teologi saccenti che studiano la Sacra Scrittura come certi scienziati studiano la natura sono simili agli antichi scribi che indicarono ai Magi la strada per Betlemme</p>
<p>Costoro, ha detto il Pontefice, sono “grandi specialisti: possono dire dove nasce il Messia” ma “non si sentono invitati ad andare”. La notizia “non tocca la loro vita, rimangono fuori. Possono dare informazioni, ma l’informazione non diventa formazione della propria vita”.</p>
<p>“E così anche nel nostro tempo, negli ultimi duecento anni, osserviamo la stessa cosa – ha aggiunto –. Ci sono grandi dotti, grandi specialisti, grandi teologi, maestri della fede che ci hanno insegnato tante cose. Sono penetrati nei dettagli della Sacra Scrittura, della storia della salvezza. Ma non hanno potuto vedere il mistero stesso, il vero nucleo: che questo Gesù era realmente Figlio di Dio”.</p>
<p>“Si potrebbe facilmente fare grandi nomi della storia della teologia di questi duecento anni dai quali abbiamo imparato tanto, ma non è stato aperto agli occhi del loro cuore il mistero”, ha sottolineato.</p>
<p>Questo modo di procedere, ha affermato, “si mette sopra Dio”. “Si pesca nelle acque della Sacra Scrittura con una rete che permette solo una certa misura per questi pesci e quanto va oltre questa misura non entra nella rete e quindi non può esistere”.</p>
<p>“E così il grande mistero di Gesù, del Figlio fattosi uomo, si riduce a un Gesù storico, realmente una figura tragica, un fantasma senza carne e ossa, uno che è rimasto nel sepolcro, è corrotto, è realmente un morto”, ha continuato.</p>
<p>Tuttavia, la storia della Chiesa è ricca di uomini e donne capaci di riconoscere la loro piccolezza al cospetto della grandezza di Dio, capaci di umiltà e dunque di arrivare alla verità, “da Bernardette Soubirous a Santa Teresa di Lisieux con una nuova lettura della Sacra Scrittura, non scientifica, ma entrando nel cuore della Sacra Scrittura, fino ai santi e beati del nostro tempo: suor Bakhita, madre Teresa, Damian de Veuster”.</p>
<p>Il Papa ha quindi indicato questi “piccoli che sono anche dotti” come modelli cui ispirarsi per “essere veri teologi che possono annunciare il suo mistero perché toccati nella profondità del loro cuore”.</p>
<p>Tra questi ha poi annoverato anche San Paolo, che “nella prima lettera a Timoteo, si chiama ignorante in quel tempo, nonostante la sua scienza. Ma il risorto lo tocca. Diventa cieco e diventa realmente vedente. Comincia a vedere. E il dotto grande diviene un piccolo e proprio così vede la stoltezza di Dio che è saggezza, sapienza più grande di tutte le saggezze umane”.</p>
<p>I lavori della Commissione Teologica Internazionale, presieduta dal Cardinale William Levada, proseguiranno in Vaticano fino al 4 dicembre prossimo. In questa prima sessione del nuovo quinquennio, la Commissione deciderà i temi da trattare nei prossimi cinque anni e l’organizzazione concreta dei lavori.</p>
<p>Tra i temi che il Cardinale Presidente ha chiesto alla Commissione di prendere in considerazione figura la questione della metodologia teologica, già affrontata durante il precedente quinquennio.</p>
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