Consacrazione al Volto Santo: estinguere una sete d’Amore




Alla fine del 1895, inizio 1896, Teresa porta sul suo cuore un biglietto, con una piccola immagine del Volto Santo e la scritta abbreviata : “Fa’ che io ti Rassomigli” (Fais que je t. R.) “Gesù”.
Questa preghiera su pergamena si trova in un sacchetto che Teresa portava costantemente sul petto. Lei vi aveva inserito anche la formula dei suoi voti, scritta nel 1890 e l’ultima lacrima di madre Genoveffa, raccolta con un fazzoletto.
Il sacchettino conteneva anche un astuccio con due medaglie (rue du Bac e S.Benedetto) e cinque reliquie, tra cui una ciocca di capelli di Sr. Maria di S.Pietro. Proseguendo nell’itinerario teresiano, rileviamo un altro avvenimento teologico esistenziale che unisce ancora maggiormente Teresa al Volto Santo.

Avvolta nella notte interiore, il 6 agosto 1896, festa della Trasfigurazione del Signore, lei si consacra solennemente con Sr. Genoveffa e Sr. Maria della Trinità, al mistero del Volto sofferente di Gesù. Dopo la prova famigliare, il “ Volto Santo” è diventato la “sola ricchezza” di Teresa (P 20,5). Sedotta dall’abbassamento dell’Amore, “vuole restare piccola e conquistare il cuore” di Gesù (P 31,4). La “sete d’Amore” manifestata sulla Croce, accende il desiderio di Teresa di amare con lo stesso Amore di Gesù, fino a morire.

“Il tuo Amore è il mio solo martirio: più lo sento bruciare in me e più la mia anima ti desidera. Gesù fa’ che io spiri d’Amor per te!” (P 31, 6)

In mezzo alla prova della fede dove Dio si nasconde, lei non cessa di ricercare la Divina Presenza e desiderare di “nascondersi nel suo Cuore”, tendendo verso la visione del Volto Adorabile. Sa che il Cielo in questo momento è motivo di combattimento ma non smette mai di dichiarare il suo Amore : “ Tu lo sai bene l’unico mio martirio, Sacro Cuore di Gesù, è il tuo amore. Se la mia anima anela al tuo bel cielo è per amarti, amarti sempre di più” (P 33,4). Durante le settimane che precedono la Consacrazione al Volto Santo, affiora spesso il tema della morte d’Amore; ciò traduce il desiderio di essere, per la sua unione a Gesù, un’oblazione d’amore permanente in ogni azione, “gettando fiori” (P 34).

La stessa tensione verso il puro Amore, la troviamo con un ardore impressionante nella Consacrazione al Volto Santo:
“Il più piccolo movimento di puro Amore è più utile alla Chiesa di tutte le altre opere messe insieme…E’ dunque della massima importanza che le nostre anime si esercitino molto nell’Amore, affinché consumandosi rapidamente non si fermino molto quaggiù e arrivino prontamente a vedere Gesù, Faccia a Faccia…” (PR 12).

La preghiera di Consacrazione va letta in un’atmosfera di Amore, nell’incandescenza della sua passione e della sua purezza; ella esprime una straordinaria fame di fecondità spirituale: “Anime, Signore, ci occorrono delle anime!...specialmente anime di Apostoli e di martiri affinché per loro mezzo infiammiamo del tuo Amore la moltitudine dei poveri peccatori!...” (Ibid.) Come nell’Atto di Offerta all’Amore misericordioso, il desiderio della salvezza delle anime è animato da una passione sponsale. La Consacrazione è prima di tutto una risposta all’attesa di Gesù, un desiderio bruciante di corrispondenza al suo Amore cruciforme.

Ma ecco come si esprime:
“O Volto Adorabile di Gesù, giacchè ti sei degnato di scegliere particolarmente le nostre anime per donarti ad esse, noi veniamo a consacrarle a te!…Ci sembra, o Gesù, di sentirti dire: “Apritemi, sorelle mie, mie spose amate, poiché il mio Volto è coperto di rugiada e miei capelli dalle gocce della notte”. Teresa fa a questo punto una lettura pasquale: “Il Volto coperto di rugiada e i suoi capelli dalle gocce della notte” non è che il “Servo sofferente”, il Figlio di Dio nella sua Passione. Teresa ne intende la voce e la riconosce: “Le nostre anime comprendono il linguaggio d’Amore: noi vogliamo asciugare il tuo dolce Volto e consolarti della dimenticanza dei cattivi: ai loro occhi tu sei ancora come nascosto e ti considerano come un oggetto di disprezzo!”


Il riferimento a Isaia 53,3, conferma il tono pasquale della preghiera. Nel Cristo sfigurato e crocifisso, la nostra Santa, scorge la bellezza suprema dell’amore estremo, il solo capace di salvare l’uomo. E’ dunque Lui che Teresa chiama:
“O Volto più bello dei gigli e delle rose di primavera, tu non sei nascosto ai nostri occhi! Le lacrime che velano il tuo sguardo divino ci appaiono come Diamanti preziosi che vogliamo raccogliere per acquistare, con il loro valore infinito, le anime dei nostri fratelli. Della tua Bocca Adorata abbiamo inteso il gemito amoroso:comprendendo che la sete che ti consuma è una sete d’Amore, noi vorremmo, per dissetarti, possedere un Amore Infinito! Sposo diletto delle nostre anime, se avessimo l’Amore di tutti i cuori, tutto questo amore sarebbe tuo… Ebbene! Dacci questo amore e vieni a dissetarti nelle tue piccole spose!” (Ibid.)

La sete d’Amore di Gesù è quella per la salvezza delle anime; Teresa non potendo lei stessa disporre di un amore infinito, domanda di ricevere in lei “l’amore di tutti i cuori”, un amore totalizzante, ricevuto da Gesù per estinguere la sua sete universale e salvare tante anime.

“Memoriale” della professione che Teresa porterà sul cuore per tutta la sua vita./ Consacrazione al Santo Volto. 6 agosto 1896 - Trasfigurazione


Nella prova della fede, Teresa, cresce sempre di più nella comunione spirituale intima e profonda con la sete d’Amore di Gesù. Partecipare attivamente alla Redenzione universale, al compimento della volontà di Gesù di riconciliare tutto nell’Amore: ecco cosa vuole lei da Gesù.

La Consacrazione si chiude con la speranza del Cielo, ricordando l’attitudine delle spose di Gesù: fare felice lo Sposo, imitando il suo estremo abbassamento nell’amore e il nascondimento di sé: “O Volto diletto di Gesù! Nell’attesa del giorno eterno in cui contempleremo la tua Gloria infinita, l’unico nostro desiderio è d’incantare i tuoi Occhi Divini nascondendo anche il nostro volto, affinché quaggiù nessuno possa riconoscerci… Il tuo Sguardo Velato, ecco il nostro Cielo, o Gesù!…” (Ibid).

Nel contesto nuziale della Consacrazione, si legge una sfiducia di sé in una ricerca esclusiva cristosponsale, per una comunione mistica all’umiltà di Gesù Sposo, nella sua passione.

E’ sempre più vivo in Teresa, dopo la Consacrazione al Volto Santo, il desiderio di una libera assimilazione al movimento kenotico della morte di Amore per Gesù, vissuto nella fecondità della sofferenza nascosta.




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